Giorgia Meloni e la decisione del tribunale risarcimento Sea Watch
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Risarcimento a Sea Watch, Meloni: “Senza parole”

Giorgia Meloni sul palco di Atreju 2025

Il tribunale di Palermo ha stabilito che la Ong Sea Watch dovrà essere risarcita dallo Stato: il commento della Premier Giorgia Meloni.

Dopo le dure parole ad una parte di magistratura “politicizzata”, Giorgia Meloni è tornata a commentare alcune decisioni dei giudici con particolare riferimento a quanto stabilito dal Tribunale di Palermo che ha deciso che lo Stato debba risarcire la Ong Sea Watch per oltre 76mila euro. Tramite un videomessaggio, la Premier si è detta “senza parole”.

Giorgia Meloni durante un discorso
Giorgia Meloni – newsmondo.it

Il caso Sea Watch e la decisione del Tribunale

Il Tribunale di Palermo ha stabilito che la ong Sea Watch dovrà essere risarcita dallo Stato per oltre 76 mila euro per il fermo subito dalla nave Sea Watch 3, nel giugno del 2019. La decisione è arrivata con riferimento all’episodio legato all’allora comandante della nave Carola Rackete, che il 29 giugno di quell’anno forzò il blocco navale di Lampedusa per far sbarcare 42 migranti nell’isola.

Secondo i giudici, lo Stato dovrà risarcire le spese patrimoniali documentate, sostenute tra ottobre e dicembre del 2019, quindi spese portuali e di agenzia, carburante per mantenere la nave attiva, e spese legali per un ammontare superiore ai 76mila euro.

Il commento di Giorgia Meloni: “Senza parole”

A stretto giro dalla decisione del Tribunale, la Premier Giorgia Meloni è intervenuta via social con un videomessaggio con tanto di didascalia emblematica: “Una decisione che lascia senza parole“. Nella sua clip, la Presidente del Consiglio ha ricostruito la vicenda fino alla scelta dei giudici. “[…] Non solo all’epoca la Rackete è stata assolta perché secondo alcuni magistrati è consentito forzare un blocco di polizia in nome dell’immigrazione illegale di massa. Oggi i giudici prendono un’altra decisione che lascia letteralmente senza parole: hanno condannato lo Stato italiano a risarcire con 76 mila euro, sempre degli italiani, la ong proprietaria della nave capitanata dalla Rackete, perché dopo lo speronamento ai danni dei nostri militari l’imbarcazione era stata, giustamente, trattenuta e posta sotto sequestro”.

Secondo la Premier sul caso della Sea Watch c’è stata una “decisione della magistratura commentata felicemente dall’Ong che dichiara testualmente: ‘Il diritto ancora una volta dà ragione alla disobbedienza civile’. Allora la mia domanda è: ma il compito dei magistrati è quello di far rispettare la legge o quello di premiare chi si vanta di non rispettare la legge”.

Nella conclusione del suo videomessaggio, la Meloni ha ribadito come “[…] noi siamo particolarmente ostinati e continueremo e faremo del nostro meglio per rispettare la parola che abbiamo dato agli italiani e per far rispettare le regole e le leggi dello Stato italiano e faremo tutto quello che serve per difendere in particolare i confini e la sicurezza dei cittadini”.

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ultimo aggiornamento: 19 Febbraio 2026 8:31

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